La geografia della cura attraversa confinitra corpi, città, istituzioni e paesaggi per raccontare come ci si prende cura di ciò che è fragile e di ciò che ci tiene vivi.
Il festival disegna una mappa di luoghi visibili e invisibili, dove ogni incontro è una tappa di questo viaggio: conferenze, spettacoli teatrali, cinema, concerti, passeggiate nella natura e mostre diventano stazioni dove fermarsi, ascoltare, nominare le ferite e immaginare nuove forme di custodia reciproca.
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