È una piccola opera teatrale, ancora in divenire, che nasce dalla produzione poetica di Aurora Vannucci, artista e donna attraversata da esperienze estreme. Aurora prova a trasformare il dolore, i sintomi e il limite in parola poetica luminosa e straziante, a volte frantumata, che vola alta, molto vicina al fuoco. In scena Aurora, per sua scelta, non c’è. Ma ci sono le figure che abitano la sua mente: voci, presenze, frammenti, memorie. Una coralità attraversata dalla musica costruisce un paesaggio interiore in cui parola, corpo e canto dialogano tra loro e cercano di tessere un filo che coinvolga nel suo mondo lo spettatore. Le poesie – ridotte e riordinate con il consenso dell’autrice – sono percorse da un filo narrativo sottile, che guarda a un’infanzia feroce e vitale, evocata attraverso l’immaginario delle fiabe tradizionali: fiabe antiche, crudeli e tenere, che durano una notte intera. Una notte che conduce all’aurora, soglia fragile tra buio e luce, attesa di un possibile attraversamento, forse.
Elaborazione drammaturgica, regia e spazio scenico: Francesca Mainetti
Poesie: Aurora Vannucci
Musiche: Gianni ValentI
Costumi: Manuela Trillo
Con Sara Capanna, Francesca Mainetti, Giuls Paoli, Gianni Valenti
1,00€/1,50€ a biglietto, saranno calcolati nel riepilogo ordine