Stek trasuda la strada, con il suo rumore e il suo fumo. Attraverso la manipolazione dei rifiuti, la danza, il teatro, le acrobazie, la musica, l’acrobazia, la giocoleria e il clown, Stek porta con precisione un universo che potrebbe somigliare a una tempesta estiva: rinfrescante e selvaggia.
L’intenzione di Stek è lasciarsi attraversare da una strada che funge allo stesso tempo da madre e da casa. Immergere lo spettatore in un universo semplice, percussivo e sensibile, adattandosi allo spazio e alla situazione. Sala o strada.
Convocare un universo che ammette, nella sua porosità, la freschezza dell’improvvisazione: Stek è l’istante presente. Il legame tra quattro esseri che danno lo stesso valore a tutto ciò che stride. La poesia inesauribile che emerge dalla marginalità, dall’incertezza, dalla famiglia e dalla precarietà.
Stek parla di quattro personaggi marginali che respirano una quotidianità fuori asse, dove la vita può valere un pezzo di pane e gli affamati possono diventare fratelli nella lotta per la sopravvivenza.
Dai 6 anni