La performance della Compagnia Tecnologia Filosofica invita il pubblico a entrare in un’esperienza di percezione mobile, fragile, continuamente trasformata. Due danzatrici e un musicista abitano lo spazio come una domanda aperta: dove accade l’azione? Da dove la sto guardando? Che cosa cambia se la danza appare di lato, da lontano, attraverso un pertugio, dietro una soglia, dentro un’improvvisa cornice? E come cambia la musica quando non accompagna semplicemente la scena, ma respira insieme al luogo?
Il 25 luglio, con VENI, VIDI, SO_Il Forte Borgo, la performance si rivolge al FORTE: architettura monumentale, memoria stratificata, macchina di pietra e di visione. Qui lo sguardo assume un’altra vibrazione: più ampia, più verticale, forse più inquieta. La prospettiva si dilata, il corpo misura la distanza, la musica abita cavità, superfici, echi. Nel Forte vedere significa confrontarsi con ciò che sovrasta, protegge, separa, custodisce.
VENI, VIDI, SO è un invito a vedere con altri occhi, ad ascoltare con altre orecchie, a toccare con altre mani. Una performance che intreccia danza, paesaggio sonoro live, gesto, materia e comunità, ricordandoci — con Merleau-Ponty — che vediamo il mondo, eppure dobbiamo imparare ogni giorno a vederlo.