Due interpreti attraversano uno spazio naturale come se fosse una radura temporanea: un luogo che esiste solo finché viene abitato. La coreografia nasce dall’ascolto dell’ambiente e dalla relazione tra i corpi, chiamati a misurarsi con un contesto non teatrale, fragile, vivo. Nessun elemento invade lo spazio: luce, suono e movimento si adattano al luogo, ne seguono i limiti, ne accettano le resistenze.
Il gesto coreografico si costruisce come pratica di attenzione: al suolo, all’aria, al tempo condiviso. I quattro corpi agiscono come un sistema interdipendente, in cui ogni azione modifica l’equilibrio complessivo. La performance non racconta la natura, ma la abita. Non la rappresenta, ma la attraversa, interrogando il confine tra presenza umana e paesaggio, tra necessità del movimento e responsabilità del gesto.
In questo incontro, la danza diventa un atto temporaneo, sostenibile, reversibile: una traccia che resta solo nella memoria di chi l’ha condivisa.
Biglietti ridotti per: Persone con disabilità, Under 25, Over 65, Studenti e docenti di scuole di circo, teatro e danza, Tessera Aiace, Famiglia 6granda
Attenzione
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